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a cura di Andrea Cipolla
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I Tre Investigatori


Uscito a pochi anni di distanza dalle due serie che la precedettero ( Hardy Boys e Nancy Drew, nei primi anni '70 ) e che di fatto misero in voga questo genere nel nostro paese ( i precedenti si possono contare sulle dita di una mano ), I Tre Investigatori conobbe un ottimo successo di pubblico ed uscì con oltre venti titoli per alcuni anni. I libri si fregiavano della firma prestigiosa di Alfred Hitchcock, che figurava anche come personaggio, ma erano in realtà opera dello scrittore Robert Arthur, un professionista noto come autore di racconti brevi nel campo del giallo ( suoi parecchie short stories apparse nelle antologie hitchcockiane degli Oscar Mondadori, rimaste nella memoria di tanti per le splendide copertine di Karel Thole ). Il corpulento Jupiter Jones - gli altri amici erano Pete Crenshaw e Bob Andrews - era a capo di questa agenzia investigativa formata da ragazzi, ma che per l'audacia e l'intelligenza dei Tre non aveva nulla da invidiare a quelle 'regolari'. La sede del gruppo era ospitata dal deposito di robivecchi/autodemolitore dello zio di Jupiter, e le descrizioni dei cunicoli, delle vie di fuga e delle trappole ( predisposte dai Tre grazie all'enorme quantità di materiale di recupero a loro disposizione) valevano da sole l'acquisto dei volumi. Frequenti erano le visite ad Hitchcock ( la serie è ambientata in California in un'immaginaria cittadina, Rocky Beach, nei pressi di Los Angeles ) da parte di Jupiter in cerca di aiuto e consiglio ; questi incontri davano luogo a saporiti duetti tra il giovane Jones, arguto ed impertinente, e il regista che intratteneva con lui un rapporto burrascosamente paterno, in un misto di burbera insofferenza e ammirazione malcelata. Se a questo si aggiungono la simpatia dei protagonisti, il sapiente dosaggio di mistero e di azione e, non ultimo, il fatto che le avventure avessero quasi sempre un taglio 'soprannaturale', cupo, talvolta agghiacciante ( anche se, come in ogni buon 'mistery' che si rispetti, tutto trovava sempre una spiegazione razionale, con soluzioni che non mancavano mai di sorprendere il lettore ) non c'è da stupirsi che I Tre Investigatori abbia costituito un piccolo caso editoriale nella narrativa per ragazzi degli anni settanta. Se ve li siete persi, cercateli nei mercatini dell'antiquariato librario o sulle bancarelle, leggeteli, fateli conoscere ai vostri figli. Credetemi : ne vale la pena.

  
 

 


 

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