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Anime vari (2a parte)
- I Bon-bon Magici Di Lilly
- Lady Oscar
(+ mp3)
- Il Tulipano Nero

I Bon-bon Magici Di Lilly
(Fushigina Melmo)
Siamo nel 1982 e la neonata Rete 4 lancia un cartone prodotto undici anni
prima in Giappone dal maestro Osamu Tezuka.
L’effetto è devastante. “I bon-bon magici di Lilly” diventa un caso
nazionale, da più parti si grida allo scandalo, mai e poi mai in un cartone
animato ci si era permessi di affrontare certe tematiche; ma in definitiva cos’era
successo?
Nulla di trascendentale se non che era il primo (e finora l’unico) cartone a
parlare di educazione sessuale!
La storia parte dal momento in cui Lilly, vispa ragazzina sugli otto anni rimane
orfana di madre e con un fratellino più piccolo a carico.
Dal Paradiso la madre vede la situazione e sa che senza l’intervento di
qualcuno i suoi figli saranno separati e mandati in orfanotrofio (il padre
infatti non ci è dato di sapere che fine abbia fatto), per cui chiede aiuto
agli angeli e questi preparano un flacone di magiche caramelline che hanno il
potere di invecchiare o ringiovanire di dieci anni, a seconda del colore, colui
che le mangia.
Per Lilly è la salvezza in quanto potrà fingersi una parente adulta dei
piccoli orfani e continuare a vivere in casa col fratellino.
I guai ovviamente abbondano, a cominciare dalla difficoltà per Lilly a prendere
confidenza col suo nuovo corpo, a capire come è regolato il mondo dei “grandi”
e dulcis in fundo al fatto che il fratellino per gioco ingoia una manciata di
bon-bon ringiovanenti fino a regredire allo stato evolutivo di un anfibio.
Gli anni passano e Lilly ha sempre meno bisogno dei bon-bon in quanto sta
crescendo naturalmente ed alla fine della vicenda si sposa e partorisce un
bambino suo.
Personaggio particolare della vicenda è un dottore, amico di Lilly ed unico ad
essere a conoscenza del segreto, che spiega alla piccola gli strani cambiamenti
che lei vede accadere al proprio corpo fino al clou (nell’ultima puntata) del
“come nascono i bambini”.
A causa del massiccio contenuto di scene di nudo assolutamente non celate questa
serie fu replicata solo una volta all’interno del circuito “Junior TV” e
poi cadde nel dimenticatoio, per il dispiacere di tanti piccoli “voyeur”.


Lady Oscar (Versailles No Bara)
(
scarica l'mp3
della sigla di "Lady Oscar")
Nel 1979 in Giappone appare una delle serie destinate a entrare nell’olimpo
delle più popolari. Ambientata nella Francia del tardo 1700, narra le vicende
di personaggi realmente esistiti con altri fantastici, nella splendida cornice
della corte di Versailles; era nato “Versailles no bara” ( La rosa di
Versailles) di Ryoko Ikeda, per noi tre anni dopo diventerà “Lady Oscar”.
Oscar Francois è la figlia del generale Jarjayes che non essendo riuscito ad
avere figli maschi che possano perpetuare la tradizione militare di famiglia
decide di allevare l’ultimogenita come un uomo a cominciare dal nome che gli
impone (si chiama infatti Francois e non Francoise).
L’infanzia di Oscar trascorre tra studio ed addestramenti militari in
compagnia di Andrè Grandier, nipote della nutrice di Oscar e servo in casa
Jarjayes.
Giunge il momento per Oscar di fare il suo ingresso fra le guardie reali e per
questo è fissato un incontro alla presenza del re in cui dovrà battersi con un
certo conte Girodel, anche lui pretendente al posto di ufficiale.
Il carattere ribelle di Oscar si fa subito notare visto che la ragazza aspetta
Girodel nel bosco per sfidarlo lontano da occhi indiscreti, facendo così
infuriare il re che se la prende con suo padre.
Nonostante questo Oscar viene ammessa fra le guardie reali, ed il suo primo
incarico sarà quello di scortare la principessa Maria Antonietta d’Austria in
arrivo da Vienna, per sposare quello che sarà il futuro re Luigi XVI.
Dopo aver sventato un attentato alla vita della principessa, l’ascendente di
Oscar presso la futura regina cresce sempre di più, fino a farle raggiungere il
grado di Comandante delle Guardie Reali.
E’ a questo punto che fa il suo ingresso sulla scena un personaggio chiave
nella vita sia di Oscar (finzione scenica) che della regina (realtà storica):
il Conte Hans Axel di Fersen, nobile svedese che si innamora perdutamente di
Maria Antonietta ma che riesce anche a risvegliare in Oscar quella parte
femminile troppo a lungo sopita.
L’amore di Oscar per il nobile scandinavo è destinato a non realizzarsi e
quando lui, per evitare uno scandalo a corte, parte per la guerra in America,
Oscar decide di lasciare le guardie reali per assumere il comando di un reparto
della Guardia Municipale (la polizia dell’epoca).
Nel frattempo Andrè si è reso conto di essere innamorato di Oscar ma sa anche
che lei non lo vede altrimenti che come il vecchio amico d’infanzia, decide
comunque di seguirla ovunque vada e si arruola anche lui nella Guardia
Municipale, ove nel corso di un’azione rimarrà ferito agli occhi perdendo
subito l’uso del sinistro e compromettendo il destro.
Intanto per Parigi comincia a farsi strada un vento nuovo che parla di libertà,
di diritti del popolo e di cancellazione dei privilegi dei nobili, ed anche
Oscar ne viene coinvolta, il terreno per la rivoluzione è ormai pronto.
Arrivano i ben noti giorni degli stati generali e del giuramento della
pallacorda mentre la città si riempie di soldati pronti a respingere le bande
di insorti.
Tafferugli scoppiano un po’ ovunque e nel reggimento di Oscar si consuma una
piccola tragedia quando lei si rifiuta di obbedire ad un ordine del comandante
di stato maggiore, che gli imponeva di sparare sulla gente.
Siamo al 13 Luglio 1789, cominciano i primi scontri e Oscar con i suoi uomini ha
deciso di schierarsi dalla parte del popolo; a contribuire a questo c’è anche
il fatto che Andrè le ha confessato il suo amore ed anche lei ha scoperto di
essere innamorata di lui, anche se non lo aveva mai voluto ammettere.
Ma la felicità dura poco al tempo della rivoluzione: presso un ponte della
Senna Andrè viene ferito e morirà di lì a poco. Oscar sconvolta dal dolore
decide di combattere in prima linea durante l’assalto alla Bastiglia del
giorno dopo, i cannoni tuonano contro la fortezza smantellando le mura e la voce
di Oscar si leva sonora: “Fuocooo!”!!!!”, ma dall’alto parte una scarica
di fucileria che la coglie al petto.
Stramazzando al suolo ha la visione di una colomba, forse lo spirito del suo
Andrè che l’aspetta, ora può chiudere gli occhi per sempre; un’ora dopo i
suoi uomini entrano nella fortezza: è il 14 Luglio 1789.
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Oscar in abiti femminili |
Oscar e Andrè morente |

Il Tulipano Nero
(La Seine No Hoshi)
Prodotto in patria nel 1974 arriva da noi dieci anni dopo per sfruttare il
successo di Lady Oscar, addirittura nei promo di Italia 1 la storia viene
presentata come “la vita segreta di Lady Oscar”.
In realtà a parte l’ambientazione temporale la vicenda non ha altro a che
spartire con la precedente, qui non ci sono i meravigliosi scaloni di Versailles
o i ricevimenti di corte ma la Parigi del popolo.
La protagonista, Simone Lorene, è una fioraia come tante; quello che non sa è
che lei è una figlia illegittima dell’imperatore d’Austria e di una
cantante d’opera francese e per questo sorellastra di Maria Antonietta.
Riconosciuta dal conte De Voudrel, un nobile di idee liberali, viene da lui
adottata ed addestrata all’uso della spada in modo da poter dare manforte al
figlio Robert nella lotta contro i soprusi a danno del popolo.
Nasce così una coppia di vendicatori mascherati, il Tulipano Nero (Robert) e la
Stella della Senna (Simone).
Per tutta la serie i due si cimentano contro ogni genere di nobile arrogante che
attenti alla dignità del popolo, fino al momento in cui Simone non scoprirà la
verità sul suo passato.
Comincia per lei un difficile conflitto di coscienza che sfocerà nel tentativo
di salvare la sorellastra dai soprusi del popolo inferocito, aiutata ovviamente
da Robert.
Il tentativo di strappare Maria Antonietta dalla ghigliottina ovviamente
fallisce, ma l’ex regina riesce ad affidare ai due (che ovviamente nel
frattempo si sono….innamorati!!) i propri figli, per farli crescere lontano da
Parigi e dagli orrori della rivoluzione.
Prodotto mediocre se lo confrontiamo con Lady Oscar ha però il privilegio di
presentarci la vicenda dal punto di vista opposto, quello del popolo.

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