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Cartoni sportivi (2a parte)
- Arrivano I Superboys
- Holly e Benji, Due Fuoriclasse

Arrivano I Superboys
(Akaichi No Eleven)
Sull’onda del successo della nazionale al mondiale di Spagna 1982, irrompe
sui nostri teleschermi questa produzione giapponese a sfondo calcistico, in cui
lo sport più popolare del mondo è visto quasi come un combattimento all’ultimo
sangue, piuttosto che come una gara sportiva.
Protagonista della vicenda è Shingo Tamai, liceale svogliato ed arrogante ma
con ottime potenzialità atletiche, che viene notato dall’allenatore della
scuola il quale gli propone di entrare a far parte della rappresentativa di
calcio.
Shingo, tenendo fede al suo carattere ribelle ed indipendente, all’inizio
rifiuta categoricamente cercando addirittura di crearsi una sua squadra, ma,
dopo una lezione di calcio impartitagli dalla squadra “ufficiale” entra a
far parte di questa compagine assieme all’amico Ohira iniziando così una
scalata che lo porterà, alla fine della serie a scontrarsi addirittura con la
nazionale brasiliana riportando una delle più belle vittorie.
Colpisce molto in questo anime la connotazione violenta, ed in certi punti
addirittura sadica, data al mondo del calcio; l’allenatore della squadra di
Shingo li sottopone ad esercizi massacranti ed al limite delle possibilità
umane, pensate che in un episodio, per irrobustire le gambe dei giocatori arriva
addirittura a passarvi sopra con una jeep.
Inoltre anche le partite sono infarcite di colpi proibiti, calci e pugni senza
che mai nessun arbitro intervenga, frequenti sono gli schizzi di sangue dal naso
e le ferite lacero-contuse alla testa.
Altra particolarità sono i tiri assurdi ed impossibili che i vari giocatori si
inventano partita dopo partita: esempio, il tiro di Yamagata della Kyoio:
prendendo una breve rincorsa calcia il pallone verso l'alto, che arriva fino ad
una ventina di metri, poi d'incanto si ferma a mezz'aria e comincia a penzolare
a destra e sinistra. Ancora un istante e all'improvviso piomba (letteralmente)
tra le braccia del portiere che il più delle volte si ritrova scaraventato
nella rete col pallone in grembo, o alla meno peggio con le dita delle mani che
escono da guanti bruciacchiati!!!
Una curiosità, la sigla cantata in inglese dal gruppo degli Eurokids è
infarcita di citazioni dedicate alla nazionale italiana.


Holly e Benji, Due Fuoriclasse
(Captain Tsubasa)
Passano quattro anni e dopo Mexico 1986 ecco puntuale la nuova produzione
calcistica proveniente dal sol levante, si tratta di “Captain Tsubasa” da
noi ribattezzato “Holly e Benji, due fuoriclasse”.
La vicenda base è sempre la stessa, seguire la crescita di uno o più campioni
dai primi passi nelle squadre scolastiche fino al trionfo ai mondiali con la
propria nazionale.
Protagonista principale della storia è Oliver Hutton, vispo ragazzino con la
passione per il calcio che viene notato per il suo talento da un ex giocatore
brasiliano, tale Roberto, che gli promette di portarlo con lui in Brasile a
perfezionarsi se sarà capace di vincere il campionato giovanile della sua
città.
Ovviamente il campionato è vinto alla grande, ma nonostante la promessa,
Roberto decide di lasciare il ragazzo in Giappone ritenendo meglio per lui che
si perfezioni nel suo paese d’origine, in modo da dare lustro alla sua
nazionale.
Nella seconda serie infatti troveremo un Holly cresciuto, che comincerà ad
intraprendere la sua carriera fino al coronamento ai mondiali juniores.
A fare da contorno ci cono moltissimi altri personaggi, compagni ed avversari di
Holly, che si possono chiamare a ragione co-protagonisti come il portiere
Benjamin Price ed il fortissimo e rissoso attaccante Mark Lenders.
La fama di questo cartone più che alla storia, piuttosto scontata per chi ormai
ha fatto la bocca alle varie produzioni sportive, si deve alle invenzioni ai
confini della realtà messe in campo dagli sceneggiatori e disegnatori, tipo
campi lunghissimi in cui si vede l’orizzonte o tempi dilatati in maniera
spasmodica, per i quali una partita dura dai cinque ai venti giorni di
programmazione.
Inoltre anche qui abbondano i tiri impossibili e i palloni che si trasformano in
lucenti scie laser, con conseguente sfondamento della rete.

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